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Sono sempre di più le città del mondo che si stanno attrezzando per avere una “gemella digitale” che permetta loro di progettare nuove modifiche, sfruttando tutti i vantaggi offerti dalla tecnologia digitale.

Città gemelle digitali: cosa sono, come nascono e perché potrebbero migliorare la nostra vita in futuro?

La città gemella virtuale è un modello, altrettanto virtuale, che può aiutare a monitorare meglio i vari aspetti di un centro urbano e renderlo più efficiente. 

Consiste in una rappresentazione digitale creata sulla base di dati, che riproduce fedelmente ogni dettaglio urbanistico ed è in grado di mostrare le conseguenze di possibili modifiche, rivelando che cosa accadrebbe nel mondo reale, dal traffico alle emissioni inquinanti. 

Le digital twin cities sono qualcosa di molto simile alle città di SimCity o ai modelli virtuali e tridimensionali di certi film di fantascienza, in cui anziché guardare una mappa qualcuno osserva futuristiche e interattive rappresentazioni tridimensionali.

I vantaggi delle città gemelle digitali 

“I gemelli digitali stanno rapidamente diventando vitali per la gestione dei centri abitati“, ha sottolineato Michael Sherwood, CIO (Chief Innovation Officer) di Las Vegas, annunciando il progetto di una digital twin per  la città americana, messo a punto dall’azienda hitech Cityzenith.

“Avremo un gemello digitale su scala urbana, modellato sui dati reali. Questo ci darà nuovi livelli di informazioni e controllo a beneficio degli urbanisti, dei residenti e delle imprese. 

San Francisco 3D city model aerial rendering

Nelle più rosee aspettative, le gemelle digitali potranno sfruttare intelligenze artificiali e internet delle cose per ricevere, ricreare e rielaborare in tempo reale informazioni di ogni genere sulle città reali di cui sono una simulazione, presentando tutte le informazioni possibili in un unico contesto tridimensionale. 

Le città gemelle digitali nella realtà

Nella realtà dei fatti, c’è però ancora moltissima strada da fare perché la condizione imprescindibile perché una digital twin possa funzionare davvero è che i dati che la compongono siano tantissimi, precisissimi e aggiornatissimi.

Bisogna prevedere l’utilizzo di droni o scanner per mappare edifici, strade e interi isolati. Sono poi necessari un centro di raccolta e di analisi dei dati e un adeguato sistema di archiviazione delle informazioni digitali, che vanno regolarmente aggiornate, affinché il modello sia una replica esatta della situazione in tempo reale.

Una città gemella fatta come si deve dovrebbe permettere di capire come, cambiando i tempi di certi semafori o facendo qualche modifica alla viabilità, si potrebbe decongestionare una strada trafficata; ma anche come e quanto la costruzione di un nuovo palazzo di quindici piani cambierebbe il giro del vento o il battere del sole su un certo quartiere.

Nella pratica, ancor più che l’integrazione tra l’immensità di dati necessari, il problema resta sempre lo stesso: raccoglierli, attraverso sensori e dispositivi di ogni tipo, e fidarsi del fatto che siano tutti giusti.

Al momento il progetto più avanzato è quello di Singapore, una città stato di oltre cinque milioni di abitanti, che vivono su una superficie di circa 800 chilometri quadrati. 

La città ha già realizzato un modello fatto partendo da oltre 160mila immagini aeree, cui ha unito miliardi di dati che occupano più di 100 terabytes. 

Già ora il modello, che può distinguere tra strade e marciapiedi, e che nei diversi edifici distingue per esempio facciate e finestre, è usato per capire l’impatto su vari livelli di ogni nuovo ipotetico edificio. 

Per il futuro, l’obiettivo è di usarlo per ricostruire cause di incidenti, o anche di sfruttare la sua mappatura.

Tra chi vede possibili integrazioni e parziali sovrapposizioni tra città digitali e metaverso, e chi vede nelle città gemelle digitali solo un’altra irrealistica promessa tecnologica, c’è comunque anche chi pensa che potrebbero più realisticamente servire a gestire singoli problemi in singole aree, o magari a creare versioni quanto più realistiche possibili delle città reali, col fine di mostrare o spiegare ai cittadini gli effetti di certe scelte.

Ma la strada sembra essere ancora lunga.