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La comunicazione B2B e B2C è destinata a scomparire? 

Così sembra, ma a sostituirla c’è il marketing relazionale con un approccio Human to Human (H2H).

Al centro di questo tipo di comunicazione ci sono le persone e le relazioni che l’azienda costrisce con e insieme a loro, rendendoli partecipi di un processo che non li vede più solo spettatori ma attori.

Bryan Kramer, social media strategist e fondatore dell’approccio Human to Human (H2H), afferma:” Non esiste più il B2B né il B2C. Adesso si parla di Human to Human: H2H”.

L’approccio Human to Human, nel contesto del marketing relazionale, è un modo per creare e mantenere un rapporto tra azienda e cliente, facendo leva sull’empatia, la conversazione e la fiducia

Un’azienda deve essere in grado non solo di comunicare al meglio i propri valori, ma trasmettere trasparenza, affidabilità e soprattutto umanità.

Bryan Kramer scrive: ‘Il fatto è che le aziende non hanno emozioni. I prodotti non hanno emozioni. Gli umani ce le hanno; vogliono provare qualcosa’.

Il modo di comunicare e fare marketing è cambiato, il mondo digitale rende i consumatori vicini e partecipi ai valori del brand.

Oggi i consumatori non si accontentano più di soddisfare un bisogno acquistando un determinato prodotto o servizio, ma cercano emozioni, vogliono comprendere e sentirsi parte integrante di un progetto comune con le aziende delle quali si fidano.

Sono le comunità con le quali l’azienda deve creare fiducia e empatia.

Il ruolo delle aziende diventa quindi socio-culturale e l’identità di un brand è determinata dai valori e idee che promuove e dal modo in cui le comunica, in un’ottica di vicinanza sempre più stretta tra mittente e destinatario.

Il Cluetrain Manifesto, il business è conversazione

L’approccio Human to Human si configura come una forma di brand activism dove ciò che conta sono le persone, come avevano capito nel 1999 gli studiosi che hanno dato vita al Cluetrain Manifesto: una pubblicazione di carattere accademico che raccoglie ben 95 tesi formulate in concetti estremamente sintetici e precisi.

I relatori del Manifesto volevano rendere consapevoli le aziende dell’inevitabile cambiamento delle strategie di comunicazione e marketing da adottare nell’era di Internet. 

I primi due punti estratti dal saggio suonano decisamente attuali e profetici:

  1. I mercati sono conversazioni. 
  2. I mercati sono fatti di esseri umani, non di segmenti demografici.

Il Golden Circle di Simon Sinek e la teoria del perché

La teoria del perchè è racchiusa nel modello del Golden Circle, elaborato dall’antropologo Simon Sinek, e illustrato al TEDx Puget Sound del 2009.

Si parte da un concetto molto semplice: le persone sono ispirate e motivate dal perché, ovvero dalle ragioni e dagli obiettivi alla base di un’azione. 

Dice Sinek: ““Le persone non comprano ciò che fai, comprano il perché lo fai.”

Il perché (Why) diventa così il nucleo del processo comunicativo, teorizzato in questo caso come un insieme di cerchi concentrici, dove il come (How) e il cosa (What) fanno semplicemente da contorno alla narrazione.

Nell’ottica dello Human to Human si tratta di un fattore chiave. 

L’innata curiosità umana per la ricerca della conoscenza trova il giusto compromesso con il mondo della comunicazione e del marketing, dando alle persone esattamente ciò che vogliono e cercano: motivazioni, ispirazione, emozioni.

Questo approccio comunicativo, il Design Thinking  e altre idee e strumenti per una comunicazione creativa e efficace, sono alla base del percorso DICO: Disegno della Conoscenza, che parte con il primo modulo il 4 aprile.

Insieme a Giulia Ruta, Communication Strategist Consulente e formatrice di Marketing Strategico e Innovazione Digitale, capiremo meglio potenzialità, usi e strumenti di questo e altri approcci innovativi.

Il secondo modulo dedicato al Visual Thinking e condotto da : Alessandro Bonaccorsi -Visual Thinker , Consulente, formatore, disegnatore: progettazione e sviluppo di servizi, consulenze, formazioni, basati sul pensiero visivo, parte invece il 10 maggio.

Strutturato in due moduli autonomi e integrabili: Dico – D – Thinking e Dico – D – Visual, Dico è concepito come un viaggio di esplorazione e metodo, che offre ai partecipanti strumenti innovativi di comunicazione #creativa ed efficace della ricerca scientifica e sociale.