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Qui al Laboratorio Aperto di Ravenna stiamo leggendo “#Ibridocene. La nuova era del tempo sospeso”(Hoepli, 2021) il nuovo libro di Paolo Iabichino che indaga il mondo contemporaneo sospeso tra io fisico e io digitale

La nuova era che viviamo è ibrida, una sorta di età di mezzo in equilibrio tra poli contrapposti e lo sforzo richiesto per farli convivere è carico di contraddizioni ma ricco di nuove opportunità.

Siamo di fronte a un bivio antropologico, da una parte il ritorno alle strade già battute, dall’altra un sentiero inesplorato dove ci sono solo pochissime tracce.

La pandemia ha accelerato il corso di questo nuovo mondo, e Iabichino nel suo #Ibridocene traccia un vademecum che consente di attraversare il guado che abbiamo sotto i piedi senza perdere l’equilibrio.

#Ibridocene parla di tecnologia, contaminazioni, linguaggi, marketing, comunicazione e di era phygital.

“I due mondi che abitiamo, quello fisico e quello digitale, stanno perdendo i loro contorni e lì, alla frontiera, si sta creando una nuova realtà ibrida, una realtà phygital.“ scrive Iabichino dialogando con Nicolò Andreula (che per noi ha tenuto il webinar Phygital Philosopy).

Phygital è un concetto in divenire che non si focalizza tanto su cosa fare, quanto su come fare le cose a cavallo tra due dimensioni” dice Andreula.

In questa realtà in bilico anche il marketing si adatta e diventa phygital, assumendo caratteristiche di immersività, immediatezza e empatia.

Trasmettere il lato emotivo di un’azienda e i suoi valori, coinvolgere i clienti per co-creare insieme, come fa Ikea per esempio, sono azioni che si focalizzano sulle comunità che si creano e muovono attorno al brand.

Ascoltare la storia di un prodotto, conoscere le persone che se ne occupano, assistere alla cura che hanno nel crearlo, sono valori che generano identità e empatia.

“Attraverso l’empatia gli esseri umani si riconoscono, si scelgono” continua Iabichino in “Let’s get phygitalepisodio 2 di #Ibridocene dedicato proprio a esplorare la realtà tra Physical (off line) e Digital (on line).

Nell’era dell‘ibridocene quindi il potere più grande lo hanno ancora le persone? Pare di sì. D’altronde Patty Smith lo dice da un pezzo.

 

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