fbpx

Negli ultimi decenni il tema dell’accessibilità è stato il motore di una profonda rivoluzione che ha modificato radicalmente la società.

Ad oggi le persone disabili rappresentano in media solo poco più dell’1% degli studenti immatricolati nei corsi universitari, e la percentuale scende ulteriormente se si considerano gli studenti iscritti a master di I e II livello e dottorati di ricerca.

Il progetto In-VisIBLe (Inclusive and Innovative learning tool for Visually Impaired and Blind people), co-finanziato dal programma europeo Erasmus + e coordinato dall’Università di Bologna, si propone di colmare le crescente esigenza di inclusione, promuovendo l’accesso delle persone con bisogni speciali ai contenuti dei corsi universitari e di istruzione superiore.

Abbiamo chiesto alla professoressa Micaela Antonucci, Coordinatrice del progetto In-VisIBLe e Professoressa associata dell’Università di Bologna, di raccontarci meglio alcuni aspetti del progetto.

Come è nata l’idea del progetto InVIsible – Strumenti di apprendimento inclusivi e innovativi per ipovedenti e non vedenti – e cosa significa parlare di inclusione in riferimento alle metodologie didattiche dedicate alle arti visive? 

L’idea del progetto è nata dall’esperienza nella didattica di Storia dell’Architettura e dell’Arte nei corsi dell’Università di Bologna.

 

L’Ateneo è molto attento e propositivo nelle politiche di inclusione dei disabili nelle attività didattiche, e ci siamo chiesti come includere gli studenti ipovedenti o ciechi nei corsi che sembrano escluderli senza rimedio, ovvero le cosidette “arti visive”.

 

Il progetto In-VisIBLe (acronimo del titolo in inglese, Inclusive and Innovative learning tool for Visually Impaired and Blind people) si propone di dotare i corsi universitari per studenti normodotati di strumenti che li rendano accessibili anche agli studenti con disabilità visiva. 

 

Molti di questi strumenti sono da tempo in uso (ad esempio, i modelli tattili tridimensionali, i moduli di intelligenza artificiale che riconoscono gli oggetti nello spazio e traducono le immagini in descrizioni sonore, i moduli text-to-speech ecc.) ma raramente vengono impiegati in maniera sistematica e sinergica, ancora meno all’interno della didattica universitaria. 

 

Il progetto In-VisIBLe si propone dunque di introdurre questi strumenti all’interno dei corsi della didattica universitaria di I e II livello, creando sia dei Moduli Inclusivi e Innovativi all’interno dei corsi esistenti che dei MOOC (Massive Open Online Courses) di Storia dell’Architettura aperti a un numero più ampio di utenti.

 

Per raggiungere questi obiettivi, il progetto produrrà una serie di strumenti e di linee guida metodologiche: modelli virtuali 3D di architetture; tavole e modelli tattili di elementi architettonici e di edifici; un sistema di intelligenza artificiale in grado di riconoscere e descrivere le architetture (In-VisIBLe Image Captioning Dataset and System).

Museo Omero di Ancona

Ci sono Paesi che hanno già sperimentato modelli inclusivi nella didattica delle arti?

Le esperienze di didattica inclusiva legata alle arti visive sono già presenti in gran numero e diversificate in Europa, e il progetto In-VisIBLe include nel consorzio due partner: il Museo Statale Tattile Omero di Ancona e il Center for Education and Rehabilitation for the Blind di Salonicco (Grecia), che da anni promuovono progetti didattici inclusivi per i non vedenti in collaborazione con altri partner europei ed extra-EU.

 

Inoltre, tra i partner associati del progetto ci sono enti e istituzioni che hanno lavorato a diversi progetti per l’inclusione dei disabili visivi nella fruizione dei contenuti culturali: il Turin Accessibility Lab del Politecnico di Torino; il Museo Tolomeo e il Museo tattile Anteros di Bologna; il MAXXI – Museo nazionale delle Arti del XXI secolo di Roma; l’associazione Lighthouse for the Blind of Greece; il Museum of the City of Łódź in Polonia; e la Fondazione Flaminia per l’Università in Romagna.

In che modo le tecnologie possono facilitare processi e metodi inclusivi e innovativi?

L’innovazione tecnologica gioca un ruolo centrale nelle nostre vite, e il progetto In-VisIBLe intende unire le grandi possibilità che essa offre alla altrettanto grande necessità di inclusione nella nostra società: non a caso, le due lettere in- con cui iniziano entrambe le parole diventano anche l’inizio del nome del progetto, fondendosi insieme.

 

Le nuove tecnologie rappresentano uno dei mezzi più efficaci per l’inclusione culturale dei disabili visivi, grazie ad esempio alla messa a punto di numerose tipologie di moduli di intelligenza artificiale che riconoscono gli oggetti nello spazio e traducono le immagini in descrizioni sonore, oppure di moduli text-to-speech e così via.

 

La realizzazione, negli anni più recenti, di prodotti come gli occhiali “intelligenti” che riconoscono gli oggetti che circondano chi li indossa e li “traducono” in una descrizione il più accurata possibile è solo uno degli strumenti sviluppati in questa direzione. 

 

Il progetto In-VisIBLe si propone di sfruttare queste innovazioni tecnologiche mettendo a punto un sistema di intelligenza artificiale in grado di riconoscere e descrivere le architetture (In-VisIBLe Image Captioning Dataset and System), sviluppato grazie alla collaborazione dei due partner Information Technologies Institute of Centre for Research and Technology Hellas di Salonicco e Department of Computer Engineering della Yedetepe University di Istanbul, entrambi con una già consolidata esperienza in questi ambiti di ricerca.

 

Inoltre, grazie alla collaborazione di tutti i partner, verrà realizzata una piattaforma web interattiva su cui saranno accessibili a tutti i prodotti del progetto (In-VisIBLe Teaching & Learning Web Platform).

 

Questi strumenti innovativi, specificamente progettati e applicati per rispondere alle esigenze degli studenti/utenti con disabilità visive nella fruizione di contenuti artistici e architettonici, saranno però a disposizione anche degli studenti/utenti normodotati, che potranno grazie ad essi sperimentare l’uso delle nuove tecnologie e avvicinarsi in prima persona alle diversità.

Museo Omero di Ancona 

I risultati del progetto come saranno resi accessibili ad enti ed istituzioni?

Il principale obiettivo del progetto In-VisIBLe è quello di promuovere e migliorare l’inclusione delle persone con bisogni speciali nell’istruzione superiore, in particolare negli ambiti dell’Arte/Architettura/Design, creando “Moduli Didattici Innovativi e Inclusivi” in ​​Storia dell’Architettura accessibili ai disabili visivi.

 

Questi risultati, però, non sono intesi come esclusivamente dedicati agli studenti nell’ambito dell’istruzione superiore, ma anzi il progetto intende renderli accessibili a quante più persone possibile, mettendoli a disposizione anche di tutti gli utenti potenzialmente interessati.

 

Uno degli obiettivi principali di In-VisIBLe, inoltre, è quello di includere la società nell’azione di innovazione e inclusione nell’ambito dell’istruzione superiore, stabilendo collaborazioni con istituzioni culturali, organizzazioni per i non vedenti, musei, reti di ricerca, stakeholder rilevanti, implementando queste azioni anche dopo la fine del progetto. 

 

Il progetto In-VisIBLe intende favorire l’inclusione nell’istruzione, promuovere l’accessibilità alla cultura delle persone con disabilità e migliorare la qualità e l’innovazione dell’insegnamento e dell’apprendimento dell’istruzione superiore. 

Così facendo, l’accessibilità culturale può diventare uno degli strumenti più strategici ed efficaci per creare una società veramente inclusiva.