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Laboratorio Aperto
Ravenna nel Mondo

Il progetto di storytelling partecipato attraverso le eccelenze ravennati nel mondo

Dario Fo – La vera storia di Ravenna

Dario Fo, descrive la storia di Ravenna romana e bizantina viene ripercorsa da quando ancora era un insieme di isole, attraverso i fatti salienti, le storie popolari e le leggende: i protagonisti del nostro passato sono raccontati attraverso aneddoti poco noti, come quello sulla gallina di Onorio, fratello di Galla Placidia, che l’autore scoprì grazie ad un’attenta ricerca biografica.

Dario Fo, descrive la storia di Ravenna romana e bizantina viene ripercorsa da quando ancora era un insieme di isole, attraverso i fatti salienti, le storie popolari e le leggende: i protagonisti del nostro passato sono raccontati attraverso aneddoti poco noti, come quello sulla gallina di Onorio, fratello di Galla Placidia, che l’autore scoprì grazie ad un’attenta ricerca biografica.

Eugenio Montale – Dora Markus

Montale decise di scrivere questa poesia ambientandola a Ravenna e ne dedicò i versi a Dora senza mai aver l’onore di conoscerla, mescolando alcuni versi e traendo ispirazione da una foto scattata alle gambe dell’amica Gerti per trarne ispirazione. Invece la seconda parte della lirica è stata molto influenzata dalle persecuzioni naziste presenti in quel periodo, rifacendosi al destino della donna di origini ebraiche. Sono due strofe che presentano una lunghezza differente, perché si tratta di versi liberi, composta da endecasillabi ma anche ottonari e novenari.

Montale decise di scrivere questa poesia ambientandola a Ravenna e ne dedicò i versi a Dora senza mai aver l’onore di conoscerla, mescolando alcuni versi e traendo ispirazione da una foto scattata alle gambe dell’amica Gerti per trarne ispirazione. Invece la seconda parte della lirica è stata molto influenzata dalle persecuzioni naziste presenti in quel periodo, rifacendosi al destino della donna di origini ebraiche. Sono due strofe che presentano una lunghezza differente, perché si tratta di versi liberi, composta da endecasillabi ma anche ottonari e novenari.

Gabriele D’Annunzio – Elettra

Elettra è un libro pubblicato nel 1903 e costituisce il secondo libro della raccolta delle Laudi. Questo libro raccoglie poesie celebrative già apparse in precedenza. Anche qui vi è un polo positivo, rappresentato da un passato e da un futuro di gloria e di bellezza, che si contrappongono a un polo negativo, un presente da riscattare.

Nelle poesie della raccolta esplode l’ideologia nazionalistica e bellicista, e la serie “Le città del silenzio”, dedicata ai centri storici italiani che furono un tempo splendide sedi di civiltà raffinata.

Elettra è un libro pubblicato nel 1903 e costituisce il secondo libro della raccolta delle Laudi. Questo libro raccoglie poesie celebrative già apparse in precedenza. Anche qui vi è un polo positivo, rappresentato da un passato e da un futuro di gloria e di bellezza, che si contrappongono a un polo negativo, un presente da riscattare.

Nelle poesie della raccolta esplode l’ideologia nazionalistica e bellicista, e la serie “Le città del silenzio”, dedicata ai centri storici italiani che furono un tempo splendide sedi di civiltà raffinata.

Henry James – Ore Italiane

Ore italiane è un taccuino di viaggio di Henry James pubblicato in lingua inglese nel 1909. L’opera è formata da ventidue capitoli, quasi tutti provvisti della data in cui furono composti.

James decise di dedicare un intero capitolo a Ravenna che visitò intorno ad agosto con lo “Splendore della città”. L’autore, che si confessa affetto da una sorta di “mal d’Italia”, per ciascun luogo descrive nell’ordine  i monumenti e le opere d’arte, i paesaggi, gli uomini e l’ambiente sociale.

Ore italiane è un taccuino di viaggio di Henry James pubblicato in lingua inglese nel 1909. L’opera è formata da ventidue capitoli, quasi tutti provvisti della data in cui furono composti.

James decise di dedicare un intero capitolo a Ravenna che visitò intorno ad agosto con lo “Splendore della città”. L’autore, che si confessa affetto da una sorta di “mal d’Italia”, per ciascun luogo descrive nell’ordine  i monumenti e le opere d’arte, i paesaggi, gli uomini e l’ambiente sociale.

Hermann Hesse – Ravenna

Hesse durante il suo primo viaggio in Italia visitò Milano, Genova, Firenze, Bologna, Ravenna, Padova e Venezia. Il poeta rimase estasiato da queste grandi città d’arte e di profonda cultura, tanto da scrivere di queste città nelle sue poesie.

Rimase profondamente colpito sopratutto da Ravenna, dall’insieme di tecniche e culture che hanno portato la città ad essere una dei centri culturali più fiorenti d’Italia. Hesse nella sua poesia parla dei mosaici di Ravenna che gli hanno donato molta ispirazione pe rle sue opere future.

Hesse durante il suo primo viaggio in Italia visitò Milano, Genova, Firenze, Bologna, Ravenna, Padova e Venezia. Il poeta rimase estasiato da queste grandi città d’arte e di profonda cultura, tanto da scrivere di queste città nelle sue poesie.

Rimase profondamente colpito sopratutto da Ravenna, dall’insieme di tecniche e culture che hanno portato la città ad essere una dei centri culturali più fiorenti d’Italia. Hesse nella sua poesia parla dei mosaici di Ravenna che gli hanno donato molta ispirazione pe rle sue opere future.

Lord Byron – Don Giovanni

La città di Ravenna, citata nel poemetto epico-satirico in 17 canti del “Don Giovanni”, pubblicato postumo, costituisce per il poeta un ambiente ideale, perché selvaggio e attraente, altamente simbolico quale fonte d’ispirazione artistico-letteraria e specchio naturale del sentimento romantico dello Sturm und Drang. Byron si trasferì in Italia per poter coltivare la sua relazione con Teresa Guiccioli.

La città di Ravenna, citata nel poemetto epico-satirico in 17 canti del “Don Giovanni”, pubblicato postumo, costituisce per il poeta un ambiente ideale, perché selvaggio e attraente, altamente simbolico quale fonte d’ispirazione artistico-letteraria e specchio naturale del sentimento romantico dello Sturm und Drang. Byron si trasferì in Italia per poter coltivare la sua relazione con Teresa Guiccioli.

Oscar Wilde – Ravenna

Wilde descrive la città vecchia e storica in termini lirici, la menziona come il luogo in cui si trova Mausoleo di Teodorico, in cui Dante Alighieri è sepolto e dove il famoso poeta inglese Lord Byron ha vissuto. Viene rievocata la storia dell’Impero Romano, così come l’emergere dello Stato italiano. Anche la natura circostante viene descritta nei suoi vari aspetti, così che la poesia diventa un’ode alla città antica e moderna.

federico@centrocopie.it

Wilde descrive la città vecchia e storica in termini lirici, la menziona come il luogo in cui si trova Mausoleo di Teodorico, in cui Dante Alighieri è sepolto e dove il famoso poeta inglese Lord Byron ha vissuto. Viene rievocata la storia dell’Impero Romano, così come l’emergere dello Stato italiano. Anche la natura circostante viene descritta nei suoi vari aspetti, così che la poesia diventa un’ode alla città antica e moderna.

federico@centrocopie.it

Paolo Gambi – Rinascimento Poetico

Il movimento “Rinascimento poetico” ha donato al Comune di Ravenna una poesia, nell’ambito del progetto “La poesia al centro del mondo – doniamo versi alla tua città” attraverso il quale sta divulgando poesie in tutta Italia, interessando gli enti locali che si mostrano sensibili all’arte poetica.

Il fondatore del movimento, il poeta ravennate Paolo Gambi, ha coinvolto poeti e poetesse italiani e anche stranieri che, come lui, pensano che i versi possano essere strumento di conoscenza e di crescita personale e civile. Per questo promuovono eventi on line e dal vivo in tutte le regioni italiane. L’amministrazione comunale, soddisfatta che Ravenna abbia saputo essere di ispirazione, ringrazia il movimento. Di seguito il testo della poesia.

Il movimento “Rinascimento poetico” ha donato al Comune di Ravenna una poesia, nell’ambito del progetto “La poesia al centro del mondo – doniamo versi alla tua città” attraverso il quale sta divulgando poesie in tutta Italia, interessando gli enti locali che si mostrano sensibili all’arte poetica.

Il fondatore del movimento, il poeta ravennate Paolo Gambi, ha coinvolto poeti e poetesse italiani e anche stranieri che, come lui, pensano che i versi possano essere strumento di conoscenza e di crescita personale e civile. Per questo promuovono eventi on line e dal vivo in tutte le regioni italiane. L’amministrazione comunale, soddisfatta che Ravenna abbia saputo essere di ispirazione, ringrazia il movimento. Di seguito il testo della poesia.

Marguerite Yourcenar – Pellegrina e Straniera

Marguerite Yourcenar, in visita a Ravenna nel 1935, scrisse “Ravenna ovvero il peccato mortale”, capitolo poi confluito nella raccolta postuma “Pellegrina e Straniera”.

La scrittrice era molto critica sull’andamento della città

Una contraddizione resta, per la Yourcenar, insita tra lo splendore del passato, le basiliche irridenti di luce, di blu oltremare e verde smeraldo degli antichi mosaici, e il lento inesorabile declino che seguì nei secoli successivi della dominazione ecclesiale.

Di quell’immobilità fanno specchio i corsi d’acqua stagnante, le paludi, gli acquitrini di cui la città era circondata come le mura e le roccaforti che ne cingevano il perimetro esterno.

Marguerite Yourcenar, in visita a Ravenna nel 1935, scrisse “Ravenna ovvero il peccato mortale”, capitolo poi confluito nella raccolta postuma “Pellegrina e Straniera”.

La scrittrice era molto critica sull’andamento della città

Una contraddizione resta, per la Yourcenar, insita tra lo splendore del passato, le basiliche irridenti di luce, di blu oltremare e verde smeraldo degli antichi mosaici, e il lento inesorabile declino che seguì nei secoli successivi della dominazione ecclesiale.

Di quell’immobilità fanno specchio i corsi d’acqua stagnante, le paludi, gli acquitrini di cui la città era circondata come le mura e le roccaforti che ne cingevano il perimetro esterno.

La storia dei Cappelletti

Questa pasta ripiena nacque intorno ai primi anni del ‘500, all’interno delle corti signorili. La storia del cappelletto ha origini contadine antiche e nella forma del cappelletto si può vedere una certa corrispondenza con il mondo rurale, data dalla somiglianza del cappelletto, al cappello utilizzato dai contadini per proteggersi il capo dai raggi solari troppo intensi.

Questa ricetta si diffonde poi in Romagna e in tutta la regione ed oggi è conosciuta in tutto il mondo. Il Cappelletto nell’immaginario collettivo è ancora oggi associato alla figura della Azdora, che era colei che un tempo si occupava della famiglia e della cura della casa e preparava tutto in casa, avendo accesso ai segreti della cucina. La preparazione avveniva generalmente alla sera, tutta la famiglia era coinvolta alla chiusura ” uno ad uno” dei cappelletti.

La ricetta

L’antica ricetta, fatta come una volta prevede la preparazione della classica pasta con la farina, uova e un pochino d’acqua. Poi si procede a tirare la sfoglia con una rotellina dentata apposita, ricavando quadrati larghi circa 5 cm per lato.

Su ogni quadrato di sfoglia, si pone un cucchiaio battuto e poi con una mano svelta e abile si richiude il quadretto con il ripieno e lo si ripiega a mezzaluna su se stesso, facendone combaciare le punte. Queste si schiacciano con un dosato movimento a cerchio dando forma al cappelletto.

La tecnica del Mosaico – Ravenna

Il mosaico è un’antichissima tecnica decorativa che si è sviluppata soprattutto nell’ambito delle civiltà più ricche ed evolute quali furono la civiltà greco romana e, in seguito, il mondo cristiano e bizantino dove divenne la tecnica decorativa privilegiata.

Il mosaico si compone di tanti piccoli cubetti di forma più o meno regolare, detti “tessere”, che vengono utilizzati per rivestire una superficie precedentemente trattata con una sostanza legante, cioè con una particolare colla.
Le tessere possono essere di diverso materiale: di pietra, di marmo, di ceramica, di madreperla o di vetro. Esse, inoltre, non saranno mai perfettamente uguali tra loro in quanto vengono tagliate a mano dal maestro mosaicista grazie ad alcuni strumenti particolari quali il tagliolo e la martellina.

La Biennale del Mosaico esce da Ravenna

La Biennale del mosaico contemporaneo di Ravenna è uscita dalle mura della città, spingendo anche Bologna, Faenza e Riccione a organizzare delle mostre relative. Il Museo Diocesano di Faenza nella sede faentina della Chiesa di Santa Maria dell’Angelo presenta due collettive, curate da Giovanni Gardini.

La prima, Miszmasz, organizzata in collaborazione con l’Accademia di Varsavia. Sette artisti contemporanei polacchi che si esprimono attraverso diversi mezzi artistici. L’idea della mostra ruota attorno al concetto di frammentazione nella ricerca artistica contemporanea.

La seconda, “Altrove. Viandanti, pellegrini, sognatori”, riflette sull’uomo viandante e pellegrino, in cui il tema dell’uomo in ricerca è declinato in tutte le sue sfaccettature possibili.

La Biennale del Mosaico esce da Ravenna

La Biennale del mosaico contemporaneo di Ravenna è uscita dalle mura della città, spingendo anche Bologna, Faenza e Riccione a organizzare delle mostre relative. Il Museo Diocesano di Faenza nella sede faentina della Chiesa di Santa Maria dell’Angelo presenta due collettive, curate da Giovanni Gardini.

La prima, Miszmasz, organizzata in collaborazione con l’Accademia di Varsavia. Sette artisti contemporanei polacchi che si esprimono attraverso diversi mezzi artistici. L’idea della mostra ruota attorno al concetto di frammentazione nella ricerca artistica contemporanea.

La seconda, “Altrove. Viandanti, pellegrini, sognatori”, riflette sull’uomo viandante e pellegrino, in cui il tema dell’uomo in ricerca è declinato in tutte le sue sfaccettature possibili.

L’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna di Bologna ospita “Con il mosaico. Contemporaneità a Ravenna e dintorni” a cura di Sandro Malossini e Gloria Evangelisti dedicata alla produzione dei mosaicisti ravennati.

La VII Biennale di Mosaico Contemporaneo incontra anche la città di Riccione in un prezioso spazio pubblico come Villa Franceschi con la mostra “Dream-Nasty” del mosaicista ravennate Luca Barberini, curata da Sara Andruccioli, e Paolo Trioschi un vivace racconto in dodici opere in mosaico appartenenti alla sua più recente produzione dedicata al tema del sogno. Infine presso il suggestivo Castello di Mesola un intervento di Felice Nittolo dedicato al Sommo Poeta dal titolo “Dante è Vivo” a cura di Riccardo Betti.

Monumenti UNESCO

Monumenti UNESCO

Basilica di San Vitale

Battistero Neoniano

Basilica di Sant’Apollinare in Classe

La Cappella di Sant’Andrea

Basilica di Sant’Apollinare Nuovo

Mausoleo di Galla Placidia

Battistero degli Ariani

Basilica di Teodorico