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Un robot quadrupede di nome Spot, è entrato in servizio nel Parco Archeologico di Pompei per proteggere l’antico sito.

Il cane robotico è stato impiegato dal parco per vagare tra le rovine ispezionando e monitorando le strutture archeologiche; sebbene infatti i resti di Pompei siano stati oggetto di scavi fin dal 1592, di recente sono state fatte nuove scoperte che implicano nuove opportunità di business per i cacciatori illegali di reliquie.

“I progressi tecnologici nel mondo della robotica, sotto forma di intelligenza artificiale e cosiddetti sistemi autonomi, hanno prodotto soluzioni e innovazioni tipicamente associate al mondo industriale e manifatturiero”, ha affermato Gabriel Zuchtriegel, direttore del Parco “ma fino ad ora non avevano trovato applicazione all’interno di siti archeologici”.

Ora questa tecnologia aiuterà i gestori di Pompei a effettuare ispezioni di routine e raccogliere dati sullo stato di conservazione o ripristino di alcune aree.

Spot cercherà anche prove di tunnel sotterranei scavati dai tombaroli, o predoni di tombe. Questi tunnel, scavati illegalmente per anni,  servono ai predoni per rubare frammenti e reliquie dalle rovine da vendere ai trafficanti d’arte. “Spesso le condizioni di sicurezza all’interno delle gallerie scavate dai ladri di tombe sono estremamente precarie”, ha detto Zuchtriegel, “per cui l’utilizzo di un robot potrebbe significare una svolta che ci consentirebbe di procedere con maggiore velocità e in totale sicurezza”.

Spot, sviluppato dalla Boston Dynamics con sede negli Stati Uniti, fa parte di esperimenti tecnologici più ampi per aiutare a proteggere il parco archeologico. L’uso di quattro gambe articolate rende Spot perfetto per spostarsi sul terreno irregolare delle rovine e le sue dimensioni gli consentono di viaggiare anche attraverso aree sotterranee dove il rischio di ulteriore sgretolamento delle strutture limita l’accesso umano.

Le telecamere e i sensori su cui si basa Spot però non sono utili solo per individuare gli intrusi. Mentre il robot si fa strada tra le rovine della città, acquisirà anche dati 3D delle strutture rimaste a Pompeii. Questi dati possono essere utilizzati dagli archeologi che studiano la città per tenere sotto controllo le condizioni dei suoi resti.